Impianti ATEX: progettazione e realizzazione per ambienti Ex
Progettazione, verifica e realizzazione di impianti elettrici ATEX per atmosfere esplosive con presenza di gas, vapori e polveri combustibili
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l., con sede a Stezzano, in provincia di Bergamo, progetta e verifica impianti elettrici ed elettrostrumentali destinati ad aree classificate ATEX. Seguiamo la classificazione delle zone, la scelta delle apparecchiature Ex, la progettazione di quadri e cassette, i cablaggi, i collaudi e la documentazione tecnica finale. Interveniamo su nuovi impianti, skid di processo e attività di adeguamento o revamping in Lombardia, in tutta Italia e nell’Unione Europea
Impianti ATEX in breve
Servizi: progettazione, verifica, adeguamento e realizzazione di impianti elettrici ed elettrostrumentali ATEX.
Zone: 0, 1, 2 per gas, vapori e nebbie infiammabili; 20, 21, 22 per polveri combustibili.
Soluzioni Ex: Ex d, Ex e, Ex i ed Ex p in funzione dell’applicazione e della classificazione dell’area.
Interventi: nuovi impianti, revamping, quadri ATEX, quadri pressurizzati, verifiche, collaudi e documentazione tecnica.
Progettazione di impianti elettrici ed elettrostrumentali ATEX
La progettazione di un impianto ATEX richiede il coordinamento tra classificazione delle aree, caratteristiche delle sostanze presenti, apparecchiature elettriche, strumentazione e modalità di installazione.
Sviluppiamo impianti elettrici ed elettrostrumentali per zone con presenza potenziale di gas, vapori o polveri combustibili. L’attività comprende la scelta delle protezioni Ex, il dimensionamento delle linee, la definizione di cassette e quadri, gli schemi elettrici e strumentali, i collegamenti di terra, le logiche di sicurezza e la preparazione della documentazione necessaria alla realizzazione e alla verifica dell’impianto.
Ogni soluzione viene studiata in funzione del processo, dell’ambiente di installazione e delle effettive condizioni operative.
Che differenza c’è tra le zone ATEX 0, 1, 2, 20, 21 e 22?
Le aree ATEX vengono classificate in funzione della probabilità e della durata della presenza di un’atmosfera esplosiva:
- Zone 0, 1 e 2 per gas, vapori e nebbie infiammabili;
- Zone 20, 21 e 22 per polveri combustibili.
La classificazione determina il livello di protezione richiesto e consente di selezionare apparecchiature, strumenti, quadri, cassette, pressacavi e sistemi di collegamento adeguati.
Come verificare e adeguare un impianto ATEX esistente
Gli impianti elettrici in ambienti Ex esistenti possono presentare apparecchiature obsolete, documentazione incompleta, pressacavi non adeguati, modifiche non registrate o deterioramenti dovuti all’ambiente e agli anni di servizio.
Durante il sopralluogo verifichiamo in particolare:
– compatibilità delle apparecchiature con la zona ATEX;
– stato di quadri, cassette, pressacavi e collegamenti;
– coerenza tra impianto installato e documentazione tecnica;
– presenza di modifiche non riportate negli elaborati;
– eventuali non conformità o componenti da sostituire;
– necessità di adeguamento o revamping dell’impianto.
Quali verifiche e documenti servono per un impianto ATEX?
Un impianto correttamente realizzato deve essere verificabile e accompagnato da una documentazione coerente con quanto installato.
Lo Studio può fornire supporto per:
- controllo della corrispondenza tra progetto e installazione;
- verifica di quadri, cassette, strumenti e collegamenti;
- prove di continuità e controllo dei cablaggi;
- simulazione dei segnali di campo;
- verifica della documentazione e dei certificati;
- redazione o aggiornamento degli elaborati as-built;
- individuazione, registrazione e gestione tecnica delle non conformità.
Che cosa sono gli ambienti ATEX e quali requisiti devono avere gli impianti elettrici?
Gli ambienti ATEX sono luoghi di lavoro nei quali può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili in miscela con l’aria. In queste condizioni una sorgente di innesco, come una scintilla elettrica, una superficie calda o un arco elettrico, può provocare l’accensione dell’atmosfera esplosiva.
Per questo motivo gli impianti elettrici destinati ad aree classificate ATEX devono essere progettati in funzione della zona, delle sostanze presenti e delle condizioni operative. La scelta delle apparecchiature e dei sistemi di protezione Ex dipende dalla classificazione dell’area e dal livello di protezione richiesto.
La classificazione dell’area determina, tra gli altri aspetti:
- il tipo di quadro elettrico ATEX da installare;
- il livello di protezione Ex richiesto;
- le apparecchiature e i componenti idonei;
- il tipo di pressacavi e sistemi di collegamento;
- la soluzione di protezione più adatta, ad esempio Ex d, Ex e, Ex i o Ex p;
- i requisiti di installazione, verifica e manutenzione.
La progettazione di un impianto elettrico ATEX richiede quindi il coordinamento tra classificazione dell’area, caratteristiche delle sostanze, apparecchiature, sistemi di protezione Ex e modalità di installazione, nel rispetto delle direttive ATEX e delle norme tecniche applicabili.
Gli ambienti ATEX sono luoghi di lavoro nei quali può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili in miscela con l’aria. In queste condizioni una sorgente di innesco, come una scintilla elettrica, una superficie calda o un arco elettrico, può provocare l’accensione dell’atmosfera esplosiva.
Per questo motivo gli impianti elettrici destinati ad aree classificate ATEX devono essere progettati in funzione della zona, delle sostanze presenti e delle condizioni operative. La scelta delle apparecchiature e dei sistemi di protezione Ex dipende dalla classificazione dell’area e dal livello di protezione richiesto.
La classificazione dell’area determina, tra gli altri aspetti:
- il tipo di quadro elettrico ATEX da installare;
- il livello di protezione Ex richiesto;
- le apparecchiature e i componenti idonei;
- il tipo di pressacavi e sistemi di collegamento;
- la soluzione di protezione più adatta, ad esempio Ex d, Ex e, Ex i o Ex p;
- i requisiti di installazione, verifica e manutenzione.
La progettazione di un impianto elettrico ATEX richiede quindi il coordinamento tra classificazione dell’area, caratteristiche delle sostanze, apparecchiature, sistemi di protezione Ex e modalità di installazione, nel rispetto delle direttive ATEX e delle norme tecniche applicabili.
In quali settori industriali si utilizzano impianti ATEX?
Gli impianti elettrici ATEX e i quadri Ex vengono utilizzati negli ambienti industriali in cui possono formarsi atmosfere esplosive per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili. Le applicazioni più frequenti comprendono:
- industria chimica e farmaceutica, dove possono essere presenti solventi, vapori e sostanze infiammabili;
- impianti petrolchimici e di processo, con possibile presenza di gas e vapori infiammabili;
- depositi e aree di stoccaggio, in particolare quando vengono movimentate o conservate sostanze infiammabili;
- impianti industriali con presenza di gas e vapori, nei quali possono essere classificate zone ATEX 0, 1 o 2;
- stabilimenti con presenza di polveri combustibili, nei quali possono essere presenti zone ATEX 20, 21 o 22;
- stabilimenti produttivi con aree classificate Ex, nei quali quadri, apparecchiature e componenti elettrici devono essere selezionati in funzione della classificazione dell’area.
Ogni settore presenta sostanze, condizioni ambientali e modalità operative differenti. La progettazione dell’impianto ATEX deve quindi tenere conto della classificazione dell’area, delle caratteristiche della sostanza pericolosa e delle apparecchiature installate.
In quali settori industriali si utilizzano impianti ATEX?
Gli impianti elettrici ATEX e i quadri Ex vengono utilizzati negli ambienti industriali in cui possono formarsi atmosfere esplosive per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili. Le applicazioni più frequenti comprendono:
- industria chimica e farmaceutica, dove possono essere presenti solventi, vapori e sostanze infiammabili;
- impianti petrolchimici e di processo, con possibile presenza di gas e vapori infiammabili;
- depositi e aree di stoccaggio, in particolare quando vengono movimentate o conservate sostanze infiammabili;
- impianti industriali con presenza di gas e vapori, nei quali possono essere classificate zone ATEX 0, 1 o 2;
- stabilimenti con presenza di polveri combustibili, nei quali possono essere presenti zone ATEX 20, 21 o 22;
- stabilimenti produttivi con aree classificate Ex, nei quali quadri, apparecchiature e componenti elettrici devono essere selezionati in funzione della classificazione dell’area.
Ogni settore presenta sostanze, condizioni ambientali e modalità operative differenti. La progettazione dell’impianto ATEX deve quindi tenere conto della classificazione dell’area, delle caratteristiche della sostanza pericolosa e delle apparecchiature installate.
Requisiti tecnici degli impianti elettrici in ambienti Ex
Negli ambienti classificati Ex, apparecchiature, componenti e sistemi elettrici devono essere selezionati e installati in funzione della zona classificata, del tipo di atmosfera esplosiva e del livello di protezione richiesto.
La progettazione deve considerare:
• classificazione della zona Ex;
• caratteristiche di gas, vapori o polveri presenti;
• gruppo e categoria delle apparecchiature;
• classe di temperatura;
• modo di protezione Ex applicabile;
• corretta installazione di quadri, cassette, pressacavi e collegamenti.
La conformità alle Direttive ATEX e alle norme tecniche applicabili deve essere verificata in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione e al collaudo dell'impianto.
Requisiti tecnici degli impianti elettrici in ambienti Ex
Negli ambienti classificati Ex, apparecchiature, componenti e sistemi elettrici devono essere selezionati e installati in funzione della zona classificata, del tipo di atmosfera esplosiva e del livello di protezione richiesto.
La progettazione deve considerare:
• classificazione della zona Ex;
• caratteristiche di gas, vapori o polveri presenti;
• gruppo e categoria delle apparecchiature;
• classe di temperatura;
• modo di protezione Ex applicabile;
• corretta installazione di quadri, cassette, pressacavi e collegamenti.
La conformità alle Direttive ATEX e alle norme tecniche applicabili deve essere verificata in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione e al collaudo dell'impianto.
Progettazione di impianti elettrici in ambienti ATEX
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. sviluppa la progettazione di impianti elettrici in ambienti Ex, dalla valutazione delle condizioni operative alla definizione delle soluzioni tecniche più idonee.
La progettazione comprende:
• analisi delle caratteristiche dell'area e del rischio di esplosione;
• definizione dei requisiti in funzione della classificazione della zona;
• scelta delle apparecchiature e dei componenti idonei;
• dimensionamento e progettazione dei quadri elettrici;
• integrazione con impianti elettrici ed elettrostrumentali esistenti;
• definizione delle soluzioni di protezione Ex applicabili;
• predisposizione della documentazione tecnica di progetto.
Ogni soluzione viene sviluppata considerando sicurezza, manutenibilità, continuità operativa e conformità alle norme tecniche applicabili.
Progettazione di impianti elettrici in ambienti ATEX
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. sviluppa la progettazione di impianti elettrici in ambienti Ex, dalla valutazione delle condizioni operative alla definizione delle soluzioni tecniche più idonee.
La progettazione comprende:
• analisi delle caratteristiche dell'area e del rischio di esplosione;
• definizione dei requisiti in funzione della classificazione della zona;
• scelta delle apparecchiature e dei componenti idonei;
• dimensionamento e progettazione dei quadri elettrici;
• integrazione con impianti elettrici ed elettrostrumentali esistenti;
• definizione delle soluzioni di protezione Ex applicabili;
• predisposizione della documentazione tecnica di progetto.
Ogni soluzione viene sviluppata considerando sicurezza, manutenibilità, continuità operativa e conformità alle norme tecniche applicabili.
Quadri ATEX e quadri elettrici pressurizzati per ambienti Ex
Quadri ATEX e quadri elettrici pressurizzati per ambienti Ex
Progettazione e fornitura di quadri elettrici pressurizzati Ex
Progettazione e fornitura di quadri elettrici pressurizzati Ex
Progettiamo quadri elettrici e sistemi di comando destinati a impianti con aree classificate ATEX, valutando preliminarmente la possibilità di installare il quadro fuori dalla zona pericolosa oppure di adottare una protezione Ex adeguata.
Per i sistemi pressurizzati Ex p vengono analizzati il ciclo di lavaggio iniziale, il mantenimento della sovrapressione, i dispositivi di controllo, gli allarmi, gli interblocchi, le entrate cavo e la dissipazione termica interna. La soluzione viene definita in funzione della zona, del tipo di atmosfera esplosiva, delle apparecchiature contenute e delle condizioni ambientali.
Lo Studio segue inoltre la progettazione elettrica, la costruzione documentale, le verifiche e le prove funzionali previste dal perimetro della fornitura.
Normativa ATEX e documentazione tecnica
Normativa ATEX e documentazione tecnica
La Direttiva 2014/34/UE riguarda le apparecchiature e i sistemi di protezione destinati all’impiego in atmosfere potenzialmente esplosive. La Direttiva 1999/92/CE disciplina invece la protezione dei lavoratori nei luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
La progettazione viene sviluppata considerando le norme tecniche applicabili della serie CEI EN IEC 60079 e le caratteristiche specifiche dell’impianto.
In funzione dell’incarico, la documentazione può comprendere classificazione delle aree, planimetrie, schemi elettrici e strumentali, elenco delle apparecchiature Ex, datasheet, calcoli di dimensionamento, liste cavi, verifiche, verbali di collaudo e raccolta dei certificati. Il contenuto viene definito in base al ruolo assunto e all’effettivo perimetro della fornitura.
Quadri elettrici per ambienti ATEX - Ex
Progettiamo e realizziamo quadri ATEX ed Ex per ambienti a rischio di esplosione, nel pieno rispetto della Direttiva ATEX e delle normative tecniche vigenti. I nostri quadri elettrici ATEX sono studiati per l’impiego in zone classificate 1, 2, 21 e 22, dove possono essere presenti gas, vapori o polveri combustibili.
I quadri ATEX certificati vengono progettati su misura in base alla zona di installazione, al gruppo di gas o polveri e alla classe di temperatura richiesta, garantendo la massima sicurezza e affidabilità dell’impianto. Realizziamo quadri Ex d, Ex e ed Ex i, adatti ad applicazioni industriali complesse in ambito chimico, petrolchimico, alimentare e farmaceutico.
Grazie all’esperienza nella progettazione di impianti e quadri ATEX, supportiamo il cliente dalla fase di analisi del rischio fino alla realizzazione e installazione del quadro elettrico per ambienti ATEX, assicurando soluzioni conformi e durature nel tempo.
Quadri elettrici per ambienti ATEX - Ex
Progettiamo e realizziamo quadri ATEX ed Ex per ambienti a rischio di esplosione, nel pieno rispetto della Direttiva ATEX e delle normative tecniche vigenti. I nostri quadri elettrici ATEX sono studiati per l’impiego in zone classificate 1, 2, 21 e 22, dove possono essere presenti gas, vapori o polveri combustibili.
I quadri ATEX certificati vengono progettati su misura in base alla zona di installazione, al gruppo di gas o polveri e alla classe di temperatura richiesta, garantendo la massima sicurezza e affidabilità dell’impianto. Realizziamo quadri Ex d, Ex e ed Ex i, adatti ad applicazioni industriali complesse in ambito chimico, petrolchimico, alimentare e farmaceutico.
Grazie all’esperienza nella progettazione di impianti e quadri ATEX, supportiamo il cliente dalla fase di analisi del rischio fino alla realizzazione e installazione del quadro elettrico per ambienti ATEX, assicurando soluzioni conformi e durature nel tempo.
Adeguamento e revamping di impianti elettrici e pneumatici in ambienti Ex
Gli impianti esistenti in ambienti Ex possono richiedere interventi di adeguamento o revamping a seguito di modifiche dell'impianto, obsolescenza dei componenti, variazioni delle condizioni operative o aggiornamenti dei requisiti tecnici applicabili.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele fornisce supporto tecnico per:
• verifica dello stato dell'impianto;
• individuazione di eventuali non conformità;
• verifica dell'idoneità di apparecchiature e componenti;
• progettazione degli interventi di adeguamento;
• sostituzione o aggiornamento di componenti obsoleti;
• revamping di impianti elettrici in ambienti Ex.
Gli interventi vengono progettati con l'obiettivo di migliorare sicurezza, affidabilità e continuità operativa, preservando, dove tecnicamente possibile, le parti dell'impianto esistente ancora idonee.
Adeguamento e revamping di impianti elettrici e pneumatici in ambienti Ex
Gli impianti esistenti in ambienti Ex possono richiedere interventi di adeguamento o revamping a seguito di modifiche dell'impianto, obsolescenza dei componenti, variazioni delle condizioni operative o aggiornamenti dei requisiti tecnici applicabili.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele fornisce supporto tecnico per:
• verifica dello stato dell'impianto;
• individuazione di eventuali non conformità;
• verifica dell'idoneità di apparecchiature e componenti;
• progettazione degli interventi di adeguamento;
• sostituzione o aggiornamento di componenti obsoleti;
• revamping di impianti elettrici in ambienti Ex.
Esperienza e referenze in ambito ATEX ed Ex
Lo Studio Tecnico Roberto Miele ha maturato esperienza nella progettazione, realizzazione, verifica e collaudo di impianti e quadri per ambienti Ex, operando per importanti realtà industriali.
Tra le aziende per le quali sono state svolte attività tecniche:
• Olon
• Siemens
• SIR
• 3V Tech
• Bunge
• Nippon Gases
• Linde
Le attività hanno interessato differenti contesti industriali e comprendono, in funzione del progetto, quadri elettrici, installazioni Ex, verifiche, collaudi e prove elettrostrumentali.
Esperienza e referenze in ambito ATEX ed Ex
Lo Studio Tecnico Roberto Miele ha maturato esperienza nella progettazione, realizzazione, verifica e collaudo di impianti e quadri per ambienti Ex, operando per importanti realtà industriali.
Tra le aziende per le quali sono state svolte attività tecniche:
• Olon
• Siemens
• SIR
• 3V Tech
• Bunge
• Nippon Gases
• Linde
Le attività hanno interessato differenti contesti industriali e comprendono, in funzione del progetto, quadri elettrici, installazioni Ex, verifiche, collaudi e prove elettrostrumentali.
Settori industriali degli impianti ATEX
Gli impianti elettrici ATEX e i quadri Ex trovano applicazione nei settori industriali in cui possono essere presenti gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili, tra cui:
• industria chimica e farmaceutica;
• industria petrolchimica e impianti di processo;
• depositi e aree di stoccaggio;
• impianti con presenza di gas e vapori infiammabili;
• ambienti con presenza di polveri combustibili;
• stabilimenti produttivi con aree classificate Ex.
Ogni settore presenta condizioni operative specifiche che richiedono una progettazione dell'impianto coerente con la classificazione dell'area e con le caratteristiche delle sostanze presenti.
Settori industriali degli impianti ATEX
Gli impianti elettrici ATEX e i quadri Ex trovano applicazione nei settori industriali in cui possono essere presenti gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili, tra cui:
• industria chimica e farmaceutica;
• industria petrolchimica e impianti di processo;
• depositi e aree di stoccaggio;
• impianti con presenza di gas e vapori infiammabili;
• ambienti con presenza di polveri combustibili;
• stabilimenti produttivi con aree classificate Ex.
Ogni settore presenta condizioni operative specifiche che richiedono una progettazione dell'impianto coerente con la classificazione dell'area e con le caratteristiche delle sostanze presenti.
Perché affidarsi a uno studio tecnico specializzato per ambienti Ex
La progettazione e l'adeguamento di impianti elettrici in ambienti Ex richiedono competenze specialistiche e un'attenta valutazione delle caratteristiche dell'impianto e dell'area classificata.
Affidarsi a uno studio tecnico specializzato consente di:
• avere un referente tecnico durante le diverse fasi del progetto;
• individuare preventivamente eventuali criticità progettuali e impiantistiche;
• selezionare apparecchiature e soluzioni tecniche adeguate alla classificazione dell'area;
• verificare la conformità alle norme tecniche applicabili;
• gestire correttamente documentazione, verifiche e collaudi;
• migliorare sicurezza, affidabilità e continuità operativa dell'impianto.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. supporta il cliente dalla valutazione tecnica iniziale fino alla progettazione, realizzazione, verifica e documentazione dell'intervento.
Perché affidarsi a uno studio tecnico specializzato per ambienti Ex
La progettazione e l'adeguamento di impianti elettrici in ambienti Ex richiedono competenze specialistiche e un'attenta valutazione delle caratteristiche dell'impianto e dell'area classificata.
Affidarsi a uno studio tecnico specializzato consente di:
• avere un referente tecnico durante le diverse fasi del progetto;
• individuare preventivamente eventuali criticità progettuali e impiantistiche;
• selezionare apparecchiature e soluzioni tecniche adeguate alla classificazione dell'area;
• verificare la conformità alle norme tecniche applicabili;
• gestire correttamente documentazione, verifiche e collaudi;
• migliorare sicurezza, affidabilità e continuità operativa dell'impianto.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. supporta il cliente dalla valutazione tecnica iniziale fino alla progettazione, realizzazione, verifica e documentazione dell'intervento.
Consulenza tecnica per impianti elettrici in ambienti Ex
Se operi in un ambiente a rischio di esplosione e hai bisogno di:
- progettazione di impianti elettrici ATEX;
- verifica tecnica di impianti esistenti;
- adeguamento o revamping;
- supporto nella scelta di quadri, apparecchiature e soluzioni Ex;
- verifica della documentazione tecnica e delle eventuali non conformità.
Puoi richiedere una consulenza tecnica mirata.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. fornisce supporto nella valutazione degli impianti elettrici destinati ad ambienti classificati Ex, sia per nuove realizzazioni sia per interventi su impianti esistenti.
L’obiettivo è individuare la soluzione tecnica più adatta in funzione della classificazione dell’area ATEX, delle sostanze presenti, delle apparecchiature installate e delle condizioni operative dell’impianto.
Richiedi una valutazione tecnica per il tuo impianto ATEX.
Domande frequenti sugli impianti ATEX
Che cosa significa ATEX?
Il termine ATEX deriva dall’espressione francese ATmosphères EXplosibles e viene utilizzato per indicare gli ambienti nei quali può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili.
La normativa europea ATEX comprende, tra gli altri riferimenti, la Direttiva 2014/34/UE, relativa ad apparecchiature e sistemi di protezione destinati ad atmosfere potenzialmente esplosive, e la Direttiva 1999/92/CE, relativa alla sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive.
Quando è necessario realizzare un impianto elettrico ATEX?
Un impianto elettrico destinato a un’area classificata ATEX deve essere progettato tenendo conto del rischio di formazione di atmosfere esplosive e della classificazione della zona.
La classificazione distingue le zone 0, 1 e 2 per gas, vapori e nebbie infiammabili e le zone 20, 21 e 22 per polveri combustibili, in funzione della frequenza e della durata della presenza dell’atmosfera esplosiva.
La scelta di apparecchiature, quadri e sistemi di protezione deve quindi essere coerente con la classificazione dell’area e con le norme tecniche applicabili.
Quale quadro elettrico ATEX serve per zona 1 o zona 21?
Non esiste un unico tipo di quadro elettrico valido per tutte le zone ATEX.
Per una zona 1, relativa alla possibile presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili, oppure per una zona 21, relativa alla presenza occasionale di polveri combustibili durante il normale funzionamento, la soluzione deve essere scelta in funzione della classificazione dell’area, delle sostanze presenti, delle apparecchiature installate e delle condizioni operative.
Possono essere utilizzati differenti modi di protezione Ex, in funzione dell’applicazione e dei requisiti previsti per l’area classificata.
Che differenza c’è tra Ex d, Ex e ed Ex i?
Ex d – custodia a prova di esplosione: la custodia è progettata per contenere un’eventuale esplosione interna ed evitare che questa si propaghi all’atmosfera circostante.
Ex e – sicurezza aumentata: prevede misure costruttive aggiuntive finalizzate a ridurre il rischio di archi, scintille o temperature eccessive durante il normale funzionamento.
Ex i – sicurezza intrinseca: limita l’energia elettrica disponibile nel circuito a livelli tali da ridurre il rischio di innesco dell’atmosfera esplosiva.
La scelta del modo di protezione dipende dalla classificazione dell’area, dal tipo di apparecchiatura e dalle caratteristiche dell’impianto.
Chi può progettare un impianto elettrico ATEX?
La progettazione di un impianto elettrico destinato ad ambienti ATEX deve essere affidata, nei casi previsti dalla normativa, a un professionista abilitato con competenze specifiche in materia di atmosfere esplosive, classificazione delle zone, apparecchiature Ex e norme tecniche applicabili.
La progettazione deve coordinare la classificazione dell’area con le caratteristiche delle sostanze presenti, le apparecchiature installate, i sistemi di protezione e le modalità di installazione.
In quali settori industriali sono utilizzati gli impianti ATEX?
Gli impianti ATEX sono utilizzati in numerosi settori industriali, tra cui:
- industria chimica e petrolchimica;
- farmaceutico e cosmetico;
- alimentare e mangimistica;
- impianti di stoccaggio e silos;
- trattamento rifiuti e biomasse.
In tutti questi contesti, la corretta progettazione degli impianti elettrici ATEX è fondamentale per la sicurezza, la conformità normativa e la continuità operativa.
È possibile adeguare un impianto ATEX esistente?
Sì. Un impianto ATEX esistente può essere sottoposto a verifica tecnica per individuare eventuali criticità, apparecchiature obsolete, modifiche non documentate, pressacavi non adeguati, deterioramenti o difformità rispetto alla documentazione disponibile.
In base all’esito della verifica è possibile definire interventi di adeguamento o revamping dell’impianto ATEX, aggiornando anche la documentazione tecnica quando necessario.
Quali documenti devono accompagnare un impianto ATEX?
La documentazione dipende dal tipo di impianto, dalla classificazione dell’area e dalle apparecchiature installate. Può comprendere, tra gli altri elementi, schemi elettrici, elaborati tecnici, documentazione delle apparecchiature Ex, certificati, verifiche e aggiornamenti dello stato finale dell’impianto.
La documentazione deve essere coerente con quanto effettivamente installato e mantenuta aggiornata in caso di modifiche o interventi sull’impianto.
Consulenza tecnica per impianti elettrici in ambienti Ex
Se operi in un ambiente a rischio di esplosione e hai bisogno di:
- progettazione di impianti elettrici ATEX;
- verifica tecnica di impianti esistenti;
- adeguamento o revamping;
- supporto nella scelta di quadri, apparecchiature e soluzioni Ex;
- verifica della documentazione tecnica e delle eventuali non conformità.
Puoi richiedere una consulenza tecnica mirata.
Lo Studio Tecnico Roberto Miele S.r.l. fornisce supporto nella valutazione degli impianti elettrici destinati ad ambienti classificati Ex, sia per nuove realizzazioni sia per interventi su impianti esistenti.
L’obiettivo è individuare la soluzione tecnica più adatta in funzione della classificazione dell’area ATEX, delle sostanze presenti, delle apparecchiature installate e delle condizioni operative dell’impianto.
Richiedi una valutazione tecnica per il tuo impianto ATEX.
Domande frequenti sugli impianti ATEX
Che cosa significa ATEX?
Il termine ATEX deriva dall’espressione francese ATmosphères EXplosibles e viene utilizzato per indicare gli ambienti nei quali può formarsi un’atmosfera potenzialmente esplosiva per la presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili.
La normativa europea ATEX comprende, tra gli altri riferimenti, la Direttiva 2014/34/UE, relativa ad apparecchiature e sistemi di protezione destinati ad atmosfere potenzialmente esplosive, e la Direttiva 1999/92/CE, relativa alla sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive.
Quando è necessario realizzare un impianto elettrico ATEX?
Un impianto elettrico destinato a un’area classificata ATEX deve essere progettato tenendo conto del rischio di formazione di atmosfere esplosive e della classificazione della zona.
La classificazione distingue le zone 0, 1 e 2 per gas, vapori e nebbie infiammabili e le zone 20, 21 e 22 per polveri combustibili, in funzione della frequenza e della durata della presenza dell’atmosfera esplosiva.
La scelta di apparecchiature, quadri e sistemi di protezione deve quindi essere coerente con la classificazione dell’area e con le norme tecniche applicabili.
Quale quadro elettrico ATEX serve per zona 1 o zona 21?
Non esiste un unico tipo di quadro elettrico valido per tutte le zone ATEX.
Per una zona 1, relativa alla possibile presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili, oppure per una zona 21, relativa alla presenza occasionale di polveri combustibili durante il normale funzionamento, la soluzione deve essere scelta in funzione della classificazione dell’area, delle sostanze presenti, delle apparecchiature installate e delle condizioni operative.
Possono essere utilizzati differenti modi di protezione Ex, in funzione dell’applicazione e dei requisiti previsti per l’area classificata.
Che differenza c’è tra Ex d, Ex e ed Ex i?
Ex d – custodia a prova di esplosione: la custodia è progettata per contenere un’eventuale esplosione interna ed evitare che questa si propaghi all’atmosfera circostante.
Ex e – sicurezza aumentata: prevede misure costruttive aggiuntive finalizzate a ridurre il rischio di archi, scintille o temperature eccessive durante il normale funzionamento.
Ex i – sicurezza intrinseca: limita l’energia elettrica disponibile nel circuito a livelli tali da ridurre il rischio di innesco dell’atmosfera esplosiva.
La scelta del modo di protezione dipende dalla classificazione dell’area, dal tipo di apparecchiatura e dalle caratteristiche dell’impianto.
Chi può progettare un impianto elettrico ATEX?
La progettazione di un impianto elettrico destinato ad ambienti ATEX deve essere affidata, nei casi previsti dalla normativa, a un professionista abilitato con competenze specifiche in materia di atmosfere esplosive, classificazione delle zone, apparecchiature Ex e norme tecniche applicabili.
La progettazione deve coordinare la classificazione dell’area con le caratteristiche delle sostanze presenti, le apparecchiature installate, i sistemi di protezione e le modalità di installazione.
In quali settori industriali sono utilizzati gli impianti ATEX?
Gli impianti ATEX sono utilizzati in numerosi settori industriali, tra cui:
- industria chimica e petrolchimica;
- farmaceutico e cosmetico;
- alimentare e mangimistica;
- impianti di stoccaggio e silos;
- trattamento rifiuti e biomasse.
In tutti questi contesti, la corretta progettazione degli impianti elettrici ATEX è fondamentale per la sicurezza, la conformità normativa e la continuità operativa.
È possibile adeguare un impianto ATEX esistente?
Sì. Un impianto ATEX esistente può essere sottoposto a verifica tecnica per individuare eventuali criticità, apparecchiature obsolete, modifiche non documentate, pressacavi non adeguati, deterioramenti o difformità rispetto alla documentazione disponibile.
In base all’esito della verifica è possibile definire interventi di adeguamento o revamping dell’impianto ATEX, aggiornando anche la documentazione tecnica quando necessario.
Quali documenti devono accompagnare un impianto ATEX?
La documentazione dipende dal tipo di impianto, dalla classificazione dell’area e dalle apparecchiature installate. Può comprendere, tra gli altri elementi, schemi elettrici, elaborati tecnici, documentazione delle apparecchiature Ex, certificati, verifiche e aggiornamenti dello stato finale dell’impianto.
La documentazione deve essere coerente con quanto effettivamente installato e mantenuta aggiornata in caso di modifiche o interventi sull’impianto.
