Vantaggi dei quadri pressurizzati ATEX Ex p
I quadri pressurizzati ATEX con modo di protezione Ex p possono rappresentare una soluzione efficace per installazioni in aree classificate, soprattutto quando è necessario integrare componenti industriali complessi all’interno dell’involucro.
Rispetto ad altre soluzioni di protezione, la pressurizzazione può offrire maggiore flessibilità progettuale e facilitare l’integrazione di PLC, HMI, inverter, UPS e sistemi di controllo, in funzione della configurazione prevista e dei requisiti applicabili.
Tra i principali vantaggi:
- Flessibilità nella scelta dei componenti: possibilità di integrare apparecchiature industriali all’interno dell’involucro pressurizzato, quando consentito dalla soluzione progettata e certificata.
- Ottimizzazione degli spazi: la disposizione interna può essere studiata in funzione delle apparecchiature e delle esigenze dell’impianto.
- Manutenzione più agevole: l’accessibilità ai componenti interni può risultare più semplice rispetto ad altre tipologie di protezione, nel rispetto delle procedure previste.
- Integrazione di automazione e controllo: possibilità di ospitare PLC, HMI, inverter, UPS e altri dispositivi necessari alla gestione dell’impianto.
- Soluzioni personalizzate: il quadro può essere progettato in funzione della zona ATEX, del processo industriale e delle caratteristiche delle apparecchiature installate.
Componenti e sistemi di pressurizzazione Ex p
I quadri pressurizzati ATEX Ex p possono essere equipaggiati con sistemi di controllo e sicurezza dedicati alla gestione della pressurizzazione e del ciclo di lavaggio iniziale.
In funzione della soluzione progettata, il sistema può comprendere:
- Unità di controllo della pressurizzazione: gestione del ciclo di lavaggio iniziale (purging) e monitoraggio delle condizioni di sovrappressione.
- Valvole e dispositivi di controllo del flusso: regolazione e verifica del flusso di aria o gas di protezione utilizzato dal sistema.
- Monitoraggio della pressione: controllo continuo dei parametri necessari al mantenimento delle condizioni previste dalla protezione Ex p.
- Logiche di sicurezza e interblocco: gestione di allarmi, consensi e, quando previsto dalla configurazione, interruzione dell’alimentazione in caso di perdita delle condizioni di pressurizzazione.
- Interfaccia operatore: visualizzazione dei principali parametri di funzionamento e dello stato del sistema di pressurizzazione.
La configurazione viene definita in funzione della classificazione dell’area, delle apparecchiature installate e dei requisiti applicabili al progetto.
Applicazioni dei quadri pressurizzati ATEX
I quadri pressurizzati ATEX Ex p trovano applicazione in numerosi settori industriali caratterizzati dalla possibile presenza di gas, vapori o polveri combustibili.
Tra i principali ambiti di utilizzo:
- Oil & Gas e petrolchimico: raffinerie, impianti di processo, piattaforme offshore e aree con presenza di gas o vapori infiammabili.
- Farmaceutico e chimico: ambienti di produzione e trattamento in cui possono essere presenti solventi, vapori infiammabili o sostanze chimiche pericolose.
- Industria alimentare: impianti e aree con presenza di polveri combustibili, ad esempio farine, zuccheri e altri prodotti pulverulenti.
- Verniciatura e trattamento superfici: cabine, impianti robotizzati e sistemi automatici che operano in presenza di solventi o atmosfere potenzialmente esplosive.
- Automazione industriale in aree classificate: quadri di controllo, PLC, HMI e sistemi di supervisione installati in zone ATEX.
La soluzione viene definita in funzione della classificazione della zona, del tipo di atmosfera esplosiva e delle caratteristiche del processo industriale.
Perché scegliere lo Studio Tecnico Roberto Miele
Lo Studio Tecnico Roberto Miele sviluppa soluzioni ATEX su misura, seguendo il cliente dalla valutazione tecnica iniziale fino alla progettazione, realizzazione, collaudo e documentazione finale del quadro.
Il servizio può comprendere:
- Consulenza tecnica: analisi delle esigenze applicative, supporto nella definizione dei requisiti e valutazione della soluzione più adatta alla zona classificata.
- Progettazione personalizzata: sviluppo del quadro pressurizzato in funzione delle apparecchiature, delle condizioni operative e delle specifiche della committenza.
- Documentazione tecnica: predisposizione della documentazione prevista per la fornitura, comprese dichiarazioni, marcature e manuali applicabili alla configurazione realizzata.
- Collaudo e verifica funzionale: controlli sul sistema di pressurizzazione, sui cicli di lavaggio, sui parametri di sicurezza e sul corretto funzionamento del quadro.
- Supporto tecnico diretto: assistenza nelle fasi di installazione, messa in servizio e gestione delle eventuali modifiche.
FAQ sui quadri pressurizzati ATEX Ex p
Qual è la differenza tra un quadro Ex p e un quadro Ex d?
Un quadro Ex d utilizza un involucro progettato per contenere gli effetti di un’eventuale esplosione interna e impedirne la propagazione all’atmosfera esterna.
Un quadro Ex p, invece, utilizza un sistema di pressurizzazione con aria o gas di protezione per mantenere all’interno dell’involucro condizioni compatibili con il modo di protezione previsto.
La scelta tra Ex p ed Ex d dipende dalla classificazione dell’area, dalle apparecchiature da installare e dalle caratteristiche del processo.
È possibile installare un inverter standard in un quadro pressurizzato ATEX?
In determinate configurazioni Ex p è possibile installare all’interno dell’involucro pressurizzato componenti industriali che non sono singolarmente certificati per l’impiego diretto in atmosfera esplosiva, come inverter, PLC, HMI o altri dispositivi.
L’intero sistema deve però essere progettato, verificato e documentato secondo i requisiti applicabili al tipo di protezione e alla zona classificata.
Cosa succede se si perde la pressione all’interno del quadro?
Il sistema di pressurizzazione monitora le condizioni interne dell’involucro. In caso di perdita della sovrappressione prevista, la reazione del sistema dipende dalla configurazione progettata e può comprendere segnalazioni di allarme, interblocchi o disalimentazione delle apparecchiature interessate.
La progettazione dei sistemi di protezione mediante pressurizzazione è disciplinata dalla norma IEC 60079-2, che definisce requisiti specifici per la costruzione e la prova delle apparecchiature con modo di protezione “p”. :chatgpt-content-reference{index=”0″}
In quali zone ATEX possono essere utilizzati i quadri pressurizzati?
La protezione mediante involucro pressurizzato può essere utilizzata, in funzione della specifica configurazione e del livello di protezione richiesto, in atmosfere esplosive dovute a gas, vapori o polveri combustibili.
La norma IEC 60079-2 riguarda infatti apparecchiature con involucro pressurizzato destinate sia ad atmosfere esplosive per gas sia ad atmosfere esplosive per polveri. :chatgpt-content-reference{index=”1″}
La corretta applicazione alle zone 1, 2, 21 o 22 deve essere definita sulla base della classificazione dell’area e del tipo di protezione previsto dal progetto.
Quale documentazione accompagna un quadro pressurizzato ATEX?
La documentazione dipende dalla configurazione e dalla fornitura prevista e può comprendere marcature, dichiarazioni applicabili, schemi elettrici, documentazione tecnica, istruzioni di installazione e manutenzione e risultati delle verifiche e dei collaudi effettuati.
Per ogni progetto è importante verificare quali documenti e procedure siano richiesti in funzione della classificazione dell’area, della categoria dell’apparecchiatura e della normativa applicabile.
Studio tecnico Roberto Miele S.R.L. Società Unipersonale
mail: roberto.miele@st-rm.com tel 324 616 6968
– COPIRIGHT 2025 –
